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CONGRESSO NAZIONALE S.I.Co.

 

Roma, 13 novembre 2018

S.I.Co SKILLS



CTSG partecipa all'evento che coinvolgerà l'intero borgo di Cisternino, dedicato al benessere di corpo-mente anima.

Domenica 10 giugno h 10.45- 11.45

Biblioteca Comunale di Cisternino



14° CONGRESSO INTERNAZIONALE S.I.Co.

INSIEME SI PUO' FARE troviamo il senso

 

Roma, sabato 28 e 29 ottobre 2017



3° Convegno Regionale S.I.Co.

COUNSELING E CAMBIAMENTI SOCIALI: quale risorsa nelle azioni degli individui

In un’epoca nella quale le relazioni fra le persone sono sempre più spesso mediate dalla tecnologia, la capacità di entrare in empatia con l’altro, va progressivamente diminuendo. Anche gli aspiranti counselor che vengono in formazione da noi vivono nel loro tempo e fanno uso di queste tecnologie, spesso  rinunciando al contatto diretto ed empatico con le persone.  Alla base della formazione professionale del counselor, quindi, deve rimanere salda la necessità di una formazione della persona stessa del counselor.  

Napoli, 6 maggio 2017

IL RAPPORTO UMANO TRA COUNSELOR E CLIENTE ALLA BASE DEL COUNSELING.

 

E’ da 30 anni che parte del mio lavoro consiste nel essere trainer in corsi di formazione prima nelle terapia della Gestalt e nei ultimi 15 anni nelle corsi di formazione in Gestalt-Bodywork counseling. E il tema di questo convegno “Counseling e i cambiamenti sociale” ho sperimentato anche nel vedere cambiare o evolvere la personalità e mentalità dei studenti partecipanti ai corsi di formazione.

 

E la domanda: “quale risorsa nelle azione degli individui” vorremmo focalizzare su: quale risorsa devono specialmente essere esplorato e sviluppato nelle personalità di un studente counselor-in-formazione.



Convegno

LA RELAZIONE D’AIUTO TRA TRADIZIONE E MODERNITA'

Lomi Gestalt Bodywork Counseling, le sensazione corporee come guida. “Ritrovare la via di casa”

Il Lomi Gestalt Bodywork è un metodo di lavoro con le persone che si serve di strategie derivate dalla pratica della meditazione, del processo di gruppo, del body work e dei principi delle arti marziali. E’ stato ideato in California negli Anni 70 dal dottor Robert Hall, il quale, avendo avuto la fortuna di studiare contemporaneamente con il dottor Fritz Perls, fondatore del movimento Gestalt e la dottoressa Ida Rolf, creatrice del metodo di body work noto come “Rolfing”,

sentiva il bisogno di unire le due vie, prevalentemente verbale la prima, più legata al fisico la seconda, trovandone un’altra che integrasse, dando loro uguale importanza, mente e corpo. Il Lomi, quindi, si fonda sulla teoria della Gestalt e ha come base il “qui e ora”, il contatto nel momento presente tra counselor e cliente.


 

Brindisi, 26 novembre 2016



Ken Wilber

IL CENTAURO

Il centauro è il grande essere mitologico, metà uomo, metà corpo animale, che Wilber (al pari di altri, come Hubert Benoit ed Erik Erikson) ha assunto a simbolo dell’armoniosa integrazione di corpo e mente (“corpo-mente”), o biosfera e noosfera. Mentre la coscienza inizia a trascendere l’ego-mente verbale, può... più o meno per la prima volta... integrare l’ego-mente con tutti i livelli inferiori. Vale a dire, poiché la coscienza non è più identificata con uno di questi elementi a esclusione degli altri, possono essere integrati tutti quanti: il corpo, la persona, l’ombra... possono essere tutti portati in un’integrazione di ordine superiore. Tale stadio viene variamente indicato come “integrazione di tutti i livelli inferiori (Sullivan, Grant e Grant), “integrato” (Loevinger), “auto-ricostruito” (Maslow), “autonomo” (Fromm, Riesman). Per Loevinger questo stadio rappresenta “un’integrazione di fisiologico e psicologico”, e gli studi di Brighton lo indicano come lo stadio nel quale “mente e corpo sono entrambi esperienze di un sé integrato”. Questo sé integrato, dove mente e corpo sono armoniosamente uno, possiamo chiamarlo “centauro”. Il centauro: il grande essere mitologico con corpo animale e mente umana che esiste in uno stato di conciliazione perfetta. Nell’insieme, possiamo dire che mentre uno contatta il livello del centauro e si stabilizza su di esso, gli elementi della personalità grossolana... il corpo, l’ego, la persona, l’ombra, i chakra inferiori... tendono a entrare in armonia tra di loro. L’individuo inizia a trascenderli e in questo modo cessa di manipolarli e sfruttarli in modo compulsivo. Tutto sommato, si può dire che questo è lo stadio variamente descritto come autonomo, di integrazione, di autenticità, o di auto-rappresentazione... l’ideale delle terapie umanistico/esistenziali, lo stadio “supremo” al quale aspira la psicologia occidentale ortodossa. (da THE ATMAN PROJECT: 53-54)

GUARIRE LA FRATTURA MENTECORPO

[Vi sono] metodi per dissolvere il confine tra mente e corpo, in modo tale da riscoprire l’unità degli opposti che giace addormentata nelle profondità del nostro essere. “La frattura non può essere colmata”, dice Alexander Lowen, “con una conoscenza dei processi energetici del corpo. La conoscenza in se stessa è un fenomeno di superficie e appartiene al reame dell’ego. Bisogna percepire il flusso e sentire il corso dell’eccitazione nel corpo. Per farlo, comunque, bisogna rinunciare alla rigidità del controllo del proprio ego, in modo che le sensazioni corporee profonde possano raggiungere la superficie.” Per quanto semplice possa sembrare, questa è proprio la difficoltà che quasi tutti incontrano cercando di stabilire un contatto con il proprio corpo. Una persona non percepirà realmente le gambe, lo stomaco o le spalle, ma, per abitudine, pensa alle proprie gambe, allo stomaco e alle spalle. Se li rappresenta e in questo modo evita di prestarvi direttamente la sua attenzione-sensazione. Questo, naturalmente, è uno dei meccanismi responsabili in primo luogo della dissociazione del corpo. Bisognerebbe prestare particolare attenzione alla tendenza a concettualizzare le nostre sensazioni e compiere un ulteriore sforzo, per sospendere, almeno temporaneamente, l’abitudine di tradurre l’attenzione-sensazione in pensieri e raffigurazioni.



PERLS

 

Perls affermava di avere “scoperto” la terapia della Gestalt. Con questo intendeva dire che non ne era l’inventore, ma di avere trovato qualcosa che c’era già. Nella terapia della Gestalt, Perls ha elaborato in modo estensivo idee di altri.

 

Perls nasce nel 1893 a Berlino, in un ambiente di commercio/affari abbastanza moderno. Sua madre proveniva da una famiglia ebrea ortodossa. Il padre era un uomo d’affari di successo. Come mercante di vini viaggiava molto, aveva molti contatti. Era iscritto alla Loggia Massonica e partecipava attivamente alla vita culturale ebraica, sostenendo, tra l’altro, il movimento sionista.

 

Questi due lati del padre avevano come conseguenza che la famiglia Perls aveva una posizione alquanto sradicata e ambigua nella vita socio-culturale tedesca. Non appartenevano totalmente ai tedeschi, ma nemmeno agli ebrei.

 

La madre di Perls aveva interessi culturali molteplici, amava la musica, l’opera, il teatro e la pittura. Nella sua autobiografia, Perls riporta il ricordo della vergogna di sua madre vedendo dei nudi quando visitano insieme una mostra di pittura.

L’amore e il talento per le belle arti sono rimasti una costante molto importante nella vita di Perls. La copertina della sua autobiografia mostra due quadri dello stesso Perls, dipinti in età avanzata

Perls aveva due sorelle più grandi. La maggiore, di due anni e mezzo più vecchia di lui, aveva una seria disfunzione all’occhio. Per questo stava molto in casa ed era molto attaccata alla madre. L’altra sorella, di un anno e mezzo più grande, era la sua compagna di giochi e avevamo molti amici in comune. Con il passare degli anni, il matrimonio dei suoi genitori andò sempre più deteriorandosi; il padre era quasi sempre assente ed aveva numerose amanti, il che creava molti litigi con la moglie. Per questo, Perls ha sempre visto suo padre fondamentalmente attraverso gli occhi della madre. Più tardi, in psicoanalisi con Wilhelm Reich, la sua sfiducia verso il padre era tale che dubitava persino che fosse il suo vero padre. Alla scuola elementare, Perls era un alunno modello. Alla scuola superiore, dopo il trasferimento in un quartiere più altolocato di Berlino, cominciarono i problemi. Perls non sopportava l’atmosfera autoritaria ed antisemita della scuola e fu espulso. Nella sua gioventù, aveva giocato tanto al teatro con un suo amico, con le sue sorelle come pubblico. Durante l’adolescenza, guadagnava qualcosa facendo la comparsa al Teatro Reale di Berlino.

 

 

Più tardi doveva scoprire il famoso registra Max Reinhardt e il suo “Deutsches Theater”. Reinhardt aveva sviluppato un nuovo stile di fare teatro: meno romantico, meno melodrammatico, che usava il silenzio ed i movimenti del corpo, sottolineando l’unità tra le parole ed i movimenti corporei. Il linguaggio del corpo assumeva un ruolo centrale.

 

 



Leslie S. Greenberg e Sharon E. Kahn

SPERIMENTAZIONE: Un approccio della Gestalt al Counseling

Sintesi:

 

Questo articolo descrive “l’esperimento”, un approccio della Gestalt volto a stimolare la consapevolezza del cliente. Gli autori presentano esempi di esperimenti che possono essere usati per facilitare il cliente a provare nuovi modi di essere. Per chiarire i ruoli del counselor e del cliente nell’esperimento e per descrivere il processo e gli obbiettivi del metodo, gli autori fanno contrastare l’esperimento con prove di

 

comportamento. Vengono spiegati principi e teoria della Gestalt. Promuovere il coinvolgimento del cliente attraverso un esperimento richiede la partecipazione attiva del counselor e conduce allo sviluppo di nuove comprensioni da parte del cliente.

 

Dal momento che aiutare efficacemente comporta più che rispondere, i counselor devono essere in grado di iniziare e intervenire attivamente nella relazione di counseling. I counselor in formazione vogliono essere più attivi e sono attratti da modelli più attivi. Tuttavia, molti studenti spesso passano rapidamente dal rispondere a formulare piani di azioni senza prestare attenzione a un importante stadio intermedio, dove lo sperimentare del cliente viene stimolato in profondità per facilitare nuove comprensioni.

 

Alla tipica domanda dell’allievo a metà di una supervisione: <<Che altro posso fare adesso che capisco il problema del cliente?>>, si risponde spesso con l’affermazione: <<Continua a riflettere a livelli più profondi, oppure adotta alcune più attive dinamiche confrontanti di auto-scoperta e immediatezza>>. E’ in questo stadio intermedio della relazione di counseling tra il rispondere e il facilitare l’azione che sperimentare nuovi modi di esprimere se stessi può condurre a scoperte che servono da base per cambiamenti del comportamento.



LA SCUOLA LOMI di Robert K. Hall

Il Lomi è un metodo globale che permette di lavorare con le persone utilizzando strategie derivate dalle pratiche di meditazione, dal processo di gruppo, dal body-work, dalla psicoterapia e dalle arti marziali. E’ stato sviluppato sul finire degli anni ’60 da Richard Strozzi Hackler, Alyssa Hall, Catherine Flaxman e il sottoscritto dietro ispirazione di Fritz Perls, Ida Rolf, Randolph Stone e Charan Singh. La Lomi School per la formazione di terapisti, da noi fondata nel 1970, conta oggi circa 600 diplomati praticanti. La Lomi Foundation dirige la Lomi School e la Lomi Community Clinic di Santa Rosa, in California, una struttura di formazione per terapisti psicosomatici, nonché un ente pubblico che offre counseling e terapie somatiche a basso costo. Dopo aver completato il normale corso residenziale di psichiatria di tre anni al Letterman General Hospital di San Francisco, ebbi la fortuna di studiare simultaneamente con Fritz Perls, M.D., Ph.D., e con Ida P. Rolf, Ph.D., presso l’Esalen Institute dal 1967 al 1969. Il lavoro che eseguirono su di me fu in pratica un’integrazione dei miei studi di medicina, delle mie prime esperienze di chirurgia generale, dei miei anni di psicoanalisi e della mia formazione psichiatrica.Il dottor Perls era un fondatore della terapia Gestalt.

La dottoressa Rolf aveva concepito il body-work noto come Integrazione Strutturale o, più comunemente, “Rolfing”. I due erano amici ed elaborarono per me un programma di training di psicologia nel quale l’indagine sperimentale della struttura e del funzionamento del corpo umano e lo studio della mente e delle emozioni avevano la medesima importanza. Il mio compito era di tessere i loro insegnamenti teorici e sperimentali in un metodo terapeutico che includesse in ugual misura stimoli della mente e del corpo. Le precedenti innovazioni in campo psicologico avevano dato enfasi alla vita della mente e alle emozioni. La mia sfida consisteva nell’integrare mente e corpo come componenti di uguale importanza nella psicoterapia, in modo da sviluppare un approccio realmente somatico alla guarigione. Oltre a svolgere la mia pratica privata come psicoterapista e medico a Tomales, in California, sono anche un insegnante di meditazione conduco ritiri in varie località degli Stati Uniti e dell’Europa. In anni recenti, mi sono dedicato anche all’arte, pubblicando le mie poesie e un CD, “What a Mistery” (ndt: Che Mistero), editato dalla Word-Songs Inc.



CONGRESS0 S.I.Co.

 Roma, 228-29 novembre 2015

Quando ca. 6 settimane fa mi arrivava l'invito di fare un intervento al questo congresso mi affascinavano le frase scritte sulla pagina che annunciava il tema del congresso. Parole pesanti, impegnative, altosonante come "counseling guida al cambiamento, il counseling via maestra delle vita, fedeltà agli valori in una società liquida, costruire un nuovo futuro, un testo che finisce con le parole di Ghandi: "Togliamoci la maschera e scopriamo 'il cambiamento' che vive dentro di noi'.

 

Ho scelto allora questa ultima frase come l'introduzione del mio intervento, volevo e voglio parlare dell'importanza dell'intelligenza del corpo nel lavoro di counseling.

Volendo anche limitare, forse, il terreno e l'ambizione del lavoro del counseling e del counselor.